venerdì 1 maggio 2020

MANIFESTO 2020

                                             















Agorà degli abitanti della Terra

M A N I F E S T O 2 0 2 0

DALLA PREDAZIONE ALLA SALVAGUARDIA DELLA VITA
DI TUTTI GLI ABITANTI DELLA TERRA


Tre devastanti flagelli si abbattono sull'umanità:

- la pandemia di Covid-19 ( più di 230.000 morti al 30 aprile). L'esplosione e la diffusione del coronavirus sono, secondo quasi tutti gli scienziati, strettamente legate, tra l'altro, alla devastazione ambientale degli ultimi decenni e al deterioramento delle condizioni igienico-sanitarie nella maggior parte dei paesi del mondo;
- clima e disastro ambientale, dovuto, tra l'altro, alla deforestazione e al degrado del suolo, alla perdita di biodiversità, alla contaminazione e all'inquinamento dell'aria e dell'acqua (l'impronta ecologica ci dice che ad agosto 2019 avevamo già "consumato" il capitale biotico di terra e di acqua rinnovabile del pianeta;
- fame e sete (7,9 milioni di bambini sotto i 5 anni sono morti nel 2018 per malattie dovute, tra l'altro, alla mancanza di accesso all'acqua potabile. In un mondo che nel 2019 ha dichiarato di essere "ricco", stimando il suo PIL globale a circa 80 trilioni di dollari, quasi un miliardo di persone soffrono la fame, 2,1 miliardi di persone non conoscono l'acqua potabile pulita e 4,2 miliardi non sanno cosa sia un servizio igienico.

Il mondo inaccettabile

Le drammatiche condizioni in cui 1 miliardo di persone (1 persona su 8 nel mondo) vive in baraccopoli malsane, insicure e socialmente violente, così come i 175 ? milioni di adulti disoccupati (per lo più giovani) e gli 850 milioni di lavoratori poveri (che guadagnano meno di 2 dollari al giorno), indicano che la disuguaglianza e la negazione dei diritti umani per miliardi di persone sono il prodotto delle nostre società, delle nostre economie. Dimostrano il fallimento del sistema in atto, della sua "crescita economica", del suo "sviluppo umano", della sua logica di guerra.

Né la guerra né la povertà non sono inevitabili.
Secondo il SIPRI, nel 2019 i governi del mondo hanno speso più di 1,9 trilioni di dollari per gli armamenti (38% dei quali sono stati spesi dai soli Stati Uniti), vale a dire più di 5 miliardi di dollari al giorno. Per attaccare, uccidere, diventare più forti, non salvare vite umane, non salvaguardare l'ambiente, non proteggere la terra...
Nessuno nasce povero per destino o per caso. Oggi più del 90% dell'umanità si deve accontentare di meno del 10% dei beni del mondo perché l'economia dominante, governata dai principi della società capitalistica, ha mercificato, privatizzato, deregolamentato, liberalizzato, finanziarizzato ogni forma di vita materiale e immateriale a vantaggio dei più forti, dei conquistatori, dei guerrieri dominanti, mentre la vita e il vivere in dignità, libertà e giustizia devono appartenere a tutti.

Il mondo deve cambiare
Dobbiamo cambiare il sistema ora, dalle radici.
Non possiamo obbedire all'imperativo della crescita economica, che è quello di costringere gli abitanti della terra a uscire rapidamente dal loro confino ed entrare nella seconda fase della "gestione della pandemia", "convivere con il virus". Non si puo’ assumere il rischio di salute e di morte - anche se con certe precauzioni - per tornare al lavoro e rimettere in funzione la macchina economica di produzione e consumo di prima, senza cambiare nessuno dei principi fondatori e dei meccanismi chiave del sistema che è fallito.
Non ci sembra saggio e giusto tornare al lavoro in schiavitù, che umilia ed esclude, per tornare ad essere un irresponsabile, passivo, compratore e consumatore di massa; per guadagnare denaro disumanizzante che riduce tutto, anche gli esseri umani, a una risorsa da rendere redditizia.

PRIMA PROPOSTA DI AZIONE
Agire contro la disuguaglianza e l'esclusione che genera fame e sete.

Per una nuova regolamentazione del lavoro e dell’economia

DICHIARIAMO LA POVERTÀ ILLEGALE, UN PRODOTTO DEL LAVORO ASSERVITO AGLI IMPERATIVI DI UNA CRESCITA ECONOMICA DISUGUALE E PREDATRICE DELLA VITA AL SERVIZIO DELLA SOPRAVVIVENZA E DEGLI INTERESSI DEI POTENTI.

Proponiamo di rifiutare di rimanere intrappolati nelle "catene del valore" delle nostre fabbriche, fattorie, uffici, scuole, università, ospedali, sport, ecc. Non dobbiamo tornare nei luoghi della predazione e del furto della vita di un tempo, operando in nome del PIL ( verde, blu, circolare, digitale... che sia ) e del ROI (Return on Investment).
Abbiamo bisogno di nuove regole del lavoro da definire come condizione per il "ritorno al lavoro". Tra queste, la priorità deve essere data alle attività economiche incentrate sulla salvaguardia e la promozione di beni e servizi pubblici comuni e di interesse fondamentale per la vita, a partire da un grande programma mondiale sull'acqua e sui servizi idrici comuni come forza trainante per un cambiamento economico e sociale su larga scala nei settori della salute, dell'agroalimentare, dell'edilizia abitativa, del rinnovamento urbano, dell'economia ambientale, del territorio, dei trasporti pubblici, degli altri beni comuni naturali e culturali.

I protocolli di ritorno al lavoro non dovrebbero essere limitati alle misure di precauzione sanitaria. Il lavoro deve essere liberato da attività che inquinano, sono pericolose e dannose per la salute e la sicurezza dei cittadini e per l'ambiente, come alcune produzioni chimiche, attività minerarie, produzione di armi, ecc. Il flusso irrazionale di prodotti attraverso il commercio internazionale deve essere ridotto. C'è una pressione crescente per la ri-territorializzazione della produzione comunitaria e l'autogestione. La vicinanza tra produzione e consumatori rende questi ultimi più attenti, consapevoli, responsabili, più orientati ad un uso sobrio delle risorse, riducendo sprechi e scarti.

La globalizzazione degli ultimi decenni deve essere abbandonata. L'economia mondiale dei prossimi decenni non ha bisogno dell'esercito di competenze e professioni dedicate oggi per far funzionare e prosperare la finanza speculativa, l'evasione fiscale e i paradisi fiscali. Molte delle funzioni bancarie e assicurative dovranno scomparire. Il lavoro deve diventare sinonimo di uguaglianza dei diritti e di dignità.

SECONDA PROPOSTA D'AZIONE
Agire a favore della scienza e della tecnologia al servizio della vita per tutti gli abitanti della comunità globale della vita sulla Terra.

CAMPAGNA GLOBALE PER LA PROGETTAZIONE, PRODUZIONE E UTILIZZAZIONE DI UN VACCINO GLOBALE, COMUNE, PUBBLICO E GRATUITO CONTRO IL COVID -19
La manipolazione di organismi viventi a fini privati e a scopo di lucro è immorale e inaccettabile. È tempo di fare il salto verso una società (e un'economia) capace di valorizzare e promuovere la conoscenza (scienza) e la sua applicazione (tecnologia) come bene comune e servizio - res publica - sotto la responsabilità primaria delle comunità umane e non per obiettivi bellici e di conquista dei mercati.
Il vaccino des vere essere il frutto della cooperazione e della solidarietà tra gli scienziati ed i popoli della Terra e non invece dllacompetitività gueriera tra le università e le imprese nel nome del guadagno, del profitto. Il vaccino non deve avere alcun effetto grave indesiderabile.

L'umanità non ha bisogno di una guerra di vaccini. Non c'è alcuna ragione per cui il futuro vaccino o i futuri vaccini debbano essere di proprietà privata delle aziende farmaceutiche per almeno 17-20 anni. Come è noto, queste agiscono chiaramente nell'interesse dei proprietari del loro capitale producendo e commercializzando (attraverso sovvenzioni pubbliche e regolamenti pubblici) medicinali destinati principalmente a curare pazienti che possono pagare il prezzo stabilito dalle aziende stesse. Il denaro continua a schiavizzare la salute. Non è vero che la scienza e l'economia sono al servizio delle persone. Ci sono altri destinatari principali prima del popolo.

Per questi motivi, l'associazione Agora des Habitants de la Terre attiva in diversi paesi del mondo (dall'Argentina al Belgio, dal Cile alla Francia, dal Brasile al Camerun, dal Quebec all'Italia, dal Portogallo, alla Germania, all'India...) propone il lancio di una campagna transnazionale il cui obiettivo è quello di adottare un protocollo globale su un brevetto pubblico comune per il vaccino Covid-19.

"La scienza (e l'economia) per la salute degli abitanti della terra".
Per un vaccino Covid-19 comune, pubblico e gratuito.

Per un'alleanza mondiale dei cittadini
Proponiamo che la campagna sia concepita, pianificata e guidata da una rete globale di associazioni, movimenti e istituzioni della società civile. La rete deve essere costruita nel mese di maggio in modo che il lancio possa avvenire a giugno 2020.

L'obiettivo indiretto della campagna è quello di evitare che il/i vaccino/i contro Covid-19 sia (siano) un ennesimo atto di espropriazione economica, sociale e politica della vita da parte dei potenti poteri privati con il sostegno delle autorità pubbliche nazionali e internazionali.

La scienza deve cessare di essere uno strumento utilizzato principalmente al servizio della guerra, del potere e della disuguaglianza. La conoscenza è una "res publica" attraverso la quale si costruiscono comunità umane giuste, responsabili, "ricche", gioiose, libere, pacifiche e fraterne.

Questo Manifesto è un invito a tutti coloro che condividono le proposte ad esprimere il loro sostegno e la loro adesione, soprattutto, data l'urgenza, alla campagna "Un vaccino Covid-19 comune, pubblico, gratuito e globale".

GRAZIE , in solidarietà
Agorà degli Abitanti della Terra (secretariat.audace@gmail.com)



Primi firmatari
Alain Adriaens (Belgio), Jean Paul Amadou Zigaou (Camerun), Marcos P. Arruda (Brasile), Guido Barbera (Italia), Marccelo Barros (Brasile) Fabián Bicciré (Argentina), Alberto Botto (Argentina), Jacques Brodeur (Québec), Bernard Cassen (Francia), Roberto Colombo (Italia), Alejandro Huala Canuman (Cile), Francesco Comina (Italia), Alain Dangoisse (Belgio), Ina Darmstaedter (Germania), Armando Di Nardi (Brasile), Amadou Emanuel ( Camerun), Anibal Faccendini (Argentina), Jorge Fandermole (Argentina), Alfio Foti y Emanuele Villa (Italia), Pierre Galand (Belgio), Philippe Giroul (Québec), Fatoumata Kane Ki-Zerbo (Sénégal - Burkina Faso). Felicien Illunga ( RD Congo), Luis Infanti de la Mora (Cile), Miguel Lacabana (UK- Argentina), Mady Ledant (Belgio), Jorge Llonc (Argentina) ,Gustavo Marini (Argentina), Eliane Mandine (Francia), Monastero del Bene Comune (Luca Cecchi, Paola Libanti, Silvano Nicoletto) (Italia), Maria Palatine (Germania), Alfonso Pecoraro Scanio (Italia), Riccardo Petrella (Italia), Jean-Yves Proulx (Québec), Roberto Savio (Italia), Roberto Musacchio (Italia), Anne Rondelet (Belgio), Bernard Tirtiaux (Belgio), Pietro Pizzuti (Belgio), Domenico Rizzuti (Italia), María Eugenia Schmuck (Argentina), Université du Bien Commun (Cristina Bertelli, Claire Dehove, Corinne Ducrey, Jean-Pascal Derumier,Annie Flexer,Gilles Yovan) (Francia), Luiz Carlos Vena (Brasile), Philippe Veniel (Francia), José Vermandere (Belgio), Alejandro Vila (Argentina),


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MANIFESTE 2020



















Agora des habitants de la Terre

M A N I F E S T E 2 0 2 0



DE LA PREDATION A LA SAUVEGARDE DE LA VIE DE TOUS LES HABITANTS DE LA TERRE


Trois fléaux dévastateurs s’abattent sur l’humanité :
- la pandémie du Covid-19 (au 30 avril plus de 230.000 décès)
De l’avis quasi général des scientifiques, l’explosion et la diffusion du coronavirus sont étroitement liées, entre autres, à la dévastation de l’environnement opérée ces dernières décennies, et à la détérioration de l’hygiène et des conditions de santé dans la plupart des pays du monde;
- le désastre climatique et environnemental, en raison, notamment, de la déforestation et dégradation des sols, de la perte de la biodiversité, de la contamination et pollution de l’air et des eaux (l’empreinte écologique nous dit que nous avons déjà en août 2019 «consommé» le capital biotique renouvelable de terre et d’eau de la planète);
- la faim et la soif (7,9 millions d’enfants de moins de 5 ans sont morts en 2018 à cause de maladies dues, entre autres, au non-accès à l’eau potable. Dans un monde qui, en 2019, se disait «riche» estimant son PIB mondial autour de 80.000 milliards de $, près d’un milliard de personnes souffrent la faim, 2,1 milliards de personnes ne connaissent pas d’eau propre potable et 4,2 milliards ne savent pas ce qu’est une toilette).

Le monde inacceptable
Les conditions dramatiques dans lesquelles vivent 1 milliard d’humains (1sur huit personnes au monde) dans l’insalubrité, l’insécurité et la violence sociale des bidonvilles ainsi que les 175 millions d’adultes sans travail (en majorité des jeunes) et les 850 millions de travailleurs pauvres (gagnant moins de 2 $ par jour), indiquent que les inégalités et le déni des droits humains pour des milliards de personnes sont les produits concrets de nos sociétés, de nos économies. Elles démontrent la faillite du système en place, de sa «croissance économique», de son «développement humain», de ses logiques de guerre.

Ni la guerre, ni la pauvreté ne sont inévitables.
D’après le SIPRI, les gouvernements du monde entier ont dépensé en 2019 1.910 milliards de $ en armements (dont 38% par les Etats-Unis ), soit plus de 5 milliards par jour. Pour attaquer, tuer, devenir plus forts et non pas pour sauver des vies, sauvegarder l’environnement, protéger les terres…

Personne ne naît pauvre à cause du destin ou du hasard. Aujourd’hui, plus de 90% de l’humanité doivent se contenter de moins de 10% des biens du monde car l’économie dominante, régie par les principes de la société capitaliste, a marchandisé, privatisé, dérégulé, libéralisé, financiarisé toute forme de vie matérielle et immatérielle au bénéfice des plus forts, des conquérants, des guerriers dominateurs, alors que la vie et le vivre en dignité, liberté et justice, appartiennent à tous.

Le monde doit changer
Il faut changer le système, maintenant, en s’attaquant aux racines.  

On ne peut pas obéir à l’impératif de la croissance économique qui veut imposer aux habitants de la terre de sortir rapidement du confinement et entrer dans la deuxième phase de la « gestion de la pandémie », « vivre avec le virus » , à savoir assumer le risque de santé et de mort– c’est le cas avec certaines précautions - pour se remettre toutes et tous au travail pour faire repartir la machine économique de la production et de la consommation d’avant, sans changer aucun principe fondateur et mécanisme clé du système en faillite .
Nous ne pensons pas qu’il soit sage et juste de revenir au travail esclavage, qui humilie et exclut, dans le but de redevenir un acheteur/consommateur irresponsable, passif, massifié; pour gagner de l’argent déshumanisant qui réduit tout, y compris, les êtres humains compris, à l’état d’une ressource à rentabiliser.


PREMIERE PROPOSITION POUR L’ACTION
Agir contre l’inégalite et l’exclusion qui engendrent la faim e la soif.
Pour une nouvelle régulation du travail et de l’économie

DECLARONS ILLEGALE LA PAUVRETE, PRODUIT DU TRAVAIL ASSERVI AUX IMPERATIFS DE LA CROISSANCE ECONOMIQME INEGALE ET PREDATRICE DE LA VIE AU SERVICE DE LA SURVIE ET DES INTERETS DES PUISSANTS.

Nous proposons de refuser de se retrouver au travail emprisonnés dans “les chaînes de la valeur” de nos usines, nos fermes, nos bureaux, nos écoles, nos universités, nos hôpitaux, nos sports... Il ne faut pas retrouver les lieux de prédation et de vol de la vie d’antan, fonctionnant au nom du PIB (fût-il vert, bleu, circulaire, digital...) et du ROI (Return on Investment).

Il faut des nouvelles Règles du travail à définir comme condition au “retour au travail”. Parmi elles, la priorité doit être donnée aux activités économiques centrées sur la sauvegarde et la promotion des biens et des services communs, publics, d’intérêt fondamental pour la vie, en commençant par un important programme mondial de l’eau et des services communs hydriques en tant que moteur de mutations économiques et sociales à vaste échelle au niveau de la santé, de l’agriculture/alimentation, du logement, du renouveau urbain, de l’économie de l’environnement, des sols, des transports publics, des autres biens communs naturels et culturels.
Les protocoles de retour au travail ne doivent pas se limiter aux mesures de précaution sanitaire.
Il faut libérer le travail des activités polluantes, dangereuses et nuisibles à la santé
et à la sécurité des citoyens et à l’environnement, telles que certaines productions chimiques, activités minières; production d’armes... Le flux irrationnel de produits par le biais du commerce international doit être réduit. Il y a une pression croissante en faveur de la re-territorialisation des productions communautaires et d’autogestion. Simplicité et sobriété dans l’acte de consommer gagnent en visibilité. La globalisation de ces dernières décennies doit être abandonnée. L’économie mondiale des prochaines décennies n’a pas besoin de l’armée de compétences et de métiers consacrés aujourd’hui à faire fonctionner et prospérer la finance spéculative, l’évasion fiscale, les paradis fiscaux. Un bon nombre de fonctions des banques et des assurances devront disparaître.
Le travail doit faire finalement le saut vers l’égalité des droits et et la dignité.


DEUXIEME PROPOSITION POUR L’ACTION

Agir en faveur de la science et de la technolgoie au service de la vie de tous les habitants de la communauté globale de vie de la Terre.

CAMPAGNE MONDIALE EN FAVEUR DE LA CONCEPTION, FABRICATION ET UTILISATION D’UN VACCIN ANTI-COVID-19 MONDIAL, COMMUN, PUBLIC, GRATUIT

La manipulation d’organismes vivants à des fins privées et de commercialisation à but lucratif est immorale et inacceptable. Il est temps de faire le saut vers une société (et une économie) capable de valoriser et promouvoir la connaissance (la science) et son application (la technologie) en tant que bien et service commun – « res publica » – sous la responsabilité primaire des communautés humaines.
Le vaccin doit être un médicament résultat de la coopération et de la solidarité entre les scientifiques et les peuples du monde et non pas de la compétitivité guerrière entre les universités et les entreprises poussées par des objectifs de gains ; un vaccin pour la santé et le bien-être de tous les habitants de la Terre et non pas des consommateurs avec pouvoir d’achat élevé; un vaccin efficace qui ne présente pas d' effets indésirables graves

Une action commune, partagée et réellement orientée vers la santé et la sécurité des citoyens comme celle qui serait constituée par la mise en commun de la science et de la technologie médicales mondiales via un vaccin mondial public gratuit anti Covid-19, montrerait que les puissants du monde actuel ont enfin entendu et compris le cri mondial qui vient des habitants de la terre en ces temps dramatiques.
L'humanité n'a pas besoin d'une guerre des vaccins. Il n'y a aucune raison valable pour que le(s) futur(s) vaccin(s) soit(soient) la propriété privée de sociétés pharmaceutiques pendant au moins 17 à 20 ans.   Comme chacun sait, elles agissent clairement dans l'intérêt des propriétaires de leur capital en produisant et en commercialisant (grâce à des subventions publiques et des réglementations publiques) des médicaments destinés avant tout à soigner les malades qui peuvent payer le prix fixé par les entreprises elles-mêmes. L'argent continue à asservir la santé. Il n'est pas vrai que la science et l'économie sont au service des gens. Il y a d'autres récipiendaires-maîtres avant le peuple.
Pour ces raisons, l'association Agora des Habitants de la Terre active dans différents pays du monde (de l'Argentine à la Belgique, du Chili à la France, du Brésil au Cameroun, du Québec à l'Italie, du Portugal, de l'Allemagne, de l'Inde...) propose le lancement d'une campagne transnationale dont l'objectif est l’adoption d’un brevet public commun pour le vaccin contre le Covid-19

"La science (et l'économie) pour la santé des habitants de la Terre".
Pour un vaccin contre le Covid-19 commun, public et gratuit .

Pour une alliance transationale citoyenne
Nous proposons que la campagne soit conçue, planifiée et pilotée par un réseau mondial d'associations, de mouvements et d'institutions de la société civile. Le réseau est à mettre en place dans le courant de mai pour que le lancement puisse
être effectué en juin 2020.
L’objectif indirect de la campagne est éviter que le (s) vaccin(s) contre le Covid-19.
soit  (soient) un acte de plus d'expropriation économique, sociale et politique par de puissants pouvoirs privés avec le soutien des autorités publiques nationales et internationales.
La science doit cesser d'être un instrument utilisé avant tout au service de la guerre, du pouvoir et de l'inégalité. La connaissance  est une "res publica" grâce à laquelle se construisent des communautés humaines justes, responsables, "riches", joyeuses, libres, pacifiques et fraternelles.

Ce Manifesto est une invitation à toutes les personnes et associations qui partagent les objectifs ci-dessus à soutenir et participer à la campagne “Un vaccin mondial anti Covid-19 commun, public, gratuit”.

MERCI , en solidarité
Agora des Habitants de la Terre (secretariat.audace@gmail.com)



Premiers signataires
Alain Adriaens (Belgique), Jean Paul Amadou Zigaou (Cameroun), Marcos P. Arruda (Brésil), Guido Barbera (Italie),Marcelo Barros (Brésil) Fabián Bicciré (Argentine), Alberto Botto (Argentine), Jacques Brodeur (Québec), Bernard Cassen (France), Roberto Colombo (Italie), Alejandro Huala Canuman ( Chili), Francesco Comina (Italie), Alain Dangoisse (Belgique),Ina Darmstaedter (Allemagne), Armando Di Nardi (Brésil), Amadou Emanuel ( Cameroun), Anibal Faccendini (Argentine), Jorge Fandermole (Argentine),Alfio Foti e Emanuele Villa (Italie), Pierre Galand (Belgique), Philippe Giroul (Québec), Fatoumata Kane Ki-Zerbo (Sénégal - Burkina Faso). Felicien Illunga ( RD Congo), Luis Infanti de la Mora (Cile), Miguel Lacabana (UK- Argentine), Mady Ledant (Belgique), Jorge Llonc (Argentine) ,Gustavo Marini (Argentine), Eliane Mandine (France), Monastero del Bene Comune (Luca Cecchi, Paola Libanti, Silvano Nicoletto) (Italie), Maria Palatine (Allemagne) Alfonso Pecoraro Scanio (Italie), Riccardo Petrella (Italie), Jean-Yves Proulx (Québec), Roberto Savio (Italie), Roberto Musacchio (Italie), Anne Rondelet (Belgique), Bernard Tirtiaux (Belgique), Pietro Pizzuti (Belgique), Domenico Rizzuti (Italie), María Eugenia Schmuck (Argentine), Université du Bien Commun (Cristina Bertelli, Claire Dehove, Corinne Ducrey, Jean-Pascal Derumier,Annie Flexer,Gilles Yovan) (France), Luiz Carlos Vena (Brésil), Philippe Veniel (France), José Vermandere (Belgique), Alejandro Vila (Argentine)

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IL FORUM INTERNAZIONALE

A Verona la prima Agorà
degli Abitanti della Terra


Sono previste 200 persone da tutto il mondo. L'incontro veronese si situa nell'ambito della campagna "L'audacia nel nome dell'umanità". L'obiettivo è quello di redigere la Carta dell'Umanità per dare fondamento giuridico all'umanità e a un nuovo soggetto di diritto: l'abitante della Terra.
Tanti i protagonisti e i testimoni.

VERONA - Meno di un mese alla prima Agorà degli abitanti della Terra. Un programma denso di tre giornate che vedrà la partecipazione di circa 200 persone da varie parti del mondo, che da oltre un anno lavorano per la campagna "L’Audacia nel nome dell’Umanità”, lanciata dall’economista italo-belga Riccardo Petrella.
Saranno presenti anche volti noti dell’impegno sociale e culturale, come l’attore Moni Ovadia, il vescovo della Patagonia cilena Luis Infanti de la Mora, il teologo della liberazione latino-americana Marcelo Barros, il filosofo Roberto Mancini, la coordinatrice del Global Justice Network Francine Mestrum, nonché testimoni del Sud, come la mediatrice camerunense Marguerite Lottin, il medico indiano Siddhartha Mukherjee e Isoke Aikpitanyi, che si è liberata dal racket della prostituzione nigeriana e vincitrice del premio Donna dell’anno 2018.

L’evento “Agorà degli abitanti della Terra” è in realtà solo il primo passo di una iniziativa più ampia che ha come obiettivo il riconoscimento dell’Umanità come attore principale nella regolazione politica, sociale ed economica a livello globale. La sfida ambiziosa di stilare la Carta dell’Umanità, si pone come reazione costruttiva alle attuali spinte disgregatrici e divisive, che stanno rapidamente allontanando le persone dal riconoscersi parte della stessa “comunità umana” e dello stesso pianeta. Spinte che hanno portato nel tempo alla mercificazione di ogni forma di vita, alla privatizzazione dei beni comuni, alla monetizzazione della natura e ad un sistema finanziario predatorio, per citarne alcune.
Ecco allora che si è creato un nuovo spazio di dialogo e confronto, dove i gruppi promotori provenienti da Italia, Belgio, Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Tunisia, Canada, Cile, Brasile e Argentina, presenteranno i loro lavori e si confronteranno su nuove proposte, in sessioni plenarie e parallele, presso il Monastero del Bene Comune di Sezano, sulle colline veronesi.

L'altro ambito di lavoro di questi giorni veronesi sarà l'istituzione (per il momento simbolica) di una “Carta d'identità mondiale degli abitanti della terra”. I Comuni potranno riconoscere che tutti gli esseri umani, radicati nei loro innumerevoli luoghi di vita sono abitanti di una stessa "comunità di vita” prima di essere cittadini di singoli stati. Finora i Comuni che hanno formalmente aderito sono: San Lorenzo (Argentina), Fumane e Canegrate (Italia), La Marsa (Tunisia), Palau Saverdera (Catalonia) oltre alla rete dei Comuni solidali (Recosol) e l'associazione nazionale dei Comuni virtuosi.

I temi previsti sono le diseguaglianze, l’impoverimento e l’esclusione sociale, il disarmo del sistema finanziario, la messa al bando delle armi, i beni comuni come l’acqua, il ripensare ad una collaborazione tra cittadini e organizzazioni non governative, e nuove visioni sul cammino dell’Umanità in questa fase di transizione.

GL